Molti non lo sanno, ma anche l’installazione di una semplice stufa a pellet deve sottostare ad una norma tecnica di installazione, più precisamente la norma UNI 10683:2012 e, nel caso di idrostufe (che hanno possibilità di scaldare anche l’impianto a termosifoni) si applica in parte la norma UNI 7129:2008.

Ma cosa accade quando si compra una stufa a pellet? Nella maggior parte dei casi la caldaia a pellet o a legna viene venduta da un rivenditore autorizzato e l’installazione viene demandata al cliente. In questo caso al cliente viene suggerito (o mandato) il nome di qualcuno di veloce ed economico (soprattutto economico); sarebbe buona prassi richiedere la visura con i requisiti dell’installatore per essere certi che il lavoro sia fatto nel rispetto delle normative per la sicurezza e il buon funzionamento.

Spesso l’installatore economico installa il generatore a biomassa con un semplice foro a parete ed uno scarico che fuoriesce dalla parete di circa 50 cm (magari rivolto con pendenza verso il basso per “scaricare la cenere”. Questo è il primo grave errore: l‘installazione con scarico in facciata non è a norma, infatti la UNI 10864 impone di scaricare sempre in una canna fumaria idonea (ossia adatta al tipo di generatore, perché non tutte le canne fumarie vanno bene sia per la caldaietta a gas che per una stufa a legna). Va da sé che se non è possibile allora non è nemmeno possibile installare la stufa a pellet.

Perché la norma impone uno scarico in canna fumaria idonea? Perché le stufe a pellet (salvo diversa specifica del costruttore) sono apparecchi a tiraggio naturale (tipo B), ossia necessitano di un camino in depressione che convogli i fumi verso l’esterno (e ci eviti quindi una fastidiosa intossicazione (o una morte indesiderata).

Però qualche venditore dice che non è necessaria perché tanto c’è il ventilatore che espelle i fumi“. Ecco dov’è il grave errore di affidarsi a chi non conosce ciò che vende o chi non ha sufficiente preparazione: quello equipaggiato nelle stufe a pellet non è un estrattore di fumi ma un convogliatore d’aria per rendere ottimale la combustione del pellet. Cosa succede se, mentre la stufa è accesa, va via la corrente? l’afflusso d’aria diminuisce, il pellet continua a bruciare in carenza d’ossigeno e si forma monossido di carbonio, i fumi si accumulano e, non essendoci il camino in depressione ad estrarli, ritornano nell’ambiente (in quanto la stufa a pellet non è a camera stagna) dando luogo a intossicazione.

Quindi, quando sceglierete la vostra nuova stufa a pellet, vi consiglio caldamente di verificare che l’installatore sia preparato e di richiedere un sopralluogo: sulla sicurezza non chiedete sconti, ne va della vostra salute!