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DPR 74/13: obblighi per stufe a pellet e legna

DPR 74 13 obblighi stufe a pellet e legna

Il DPR 74/13 introduce nuovi obblighi per gli impianti sia termici che di climatizzazione. In questo articolo farò il punto della situazione per quanto riguarda i prodotti a biomassa (pellet, legna, cippato, mais ecc.) sull’attuazione del Decreto da parte della Regione Veneto come esplicitato anche negli ultimi incontri effettuati con la categoria.

La mia stufa a pellet è soggetta a controlli?
Il decreto individua come impianto termico le stufe (a biomassa) solo quando queste sono fisse (allacciate -obbligatoriamente- ad un camino) e superano la potenza di 5kW individuali. Pertanto rimangono fuori le stufette catalitiche, i dispositivi a bioetanolo che non necessitano di evacuazione fumi, ecc. Per questi impianti vigono i controlli di sicurezza prescritti dall’installatore (o dal manutentore) e tutte le verifiche sul consumo di combustibile. Non sono obbligatori gli invii del controllo di efficienza energetica al catasto regionale veneto in quanto dispositivi alimentati esclusivamente a biomasse.

E il mio caminetto aperto?
Non è considerato impianto termico ma “dispositivo di cottura”. Se invece si converte il caminetto in “inserto camino” questo (rispettando di requisiti sopraesposti) sarà soggetto a tutti i controlli obbligatori.

Cosa devo fare adesso?
Chiamare il manutentore della stufa, far verificare i requisiti, e quindi il rilascio del libretto e della sua compilazione. Questo obbligo spetta al “Responsabile dell’impianto” che è individuato come il proprietario o l’occupante dell’abitazione dove è installata la stufa. Se non lo si fa, in caso di controllo, si rischia una sanzione che va da € 500,00 ad € 3.000,00.

Cosa farà il manutentore della stufa?
Verificato che la stufa sia stata correttamente installata (ricordo che lo “scarico in facciata” è fuori norma, oltre che pericolosissimo), procederà alla compilazione del libretto indicando nella scheda 11.0.1 le operazioni da effettuare e la loro frequenza. Ovviamente queste indicazioni sono da rispettare tassativamente al fine di garantire il corretto funzionamento dell’impianto e la sicurezza degli utilizzatori dello stesso. Procederà quindi all’esecuzione delle operazioni di manutenzione e al rilascio dell’allegato di Tipo 1 relativo alle verifiche effettuate con eventuali annotazioni e consigli per migliorare efficienza e sicurezza dell’impianto.

D’accordo, ma alla fine tanto non mi controllano. Vero?
Falso. L’obiettivo della Regione è quello di formare un Catasto Elettronico degli impianti e di sostituire col tempo il libretto cartaceo. Tutto ciò al fine di conseguire il risultato regionale di contenimento delle emissioni e nel contempo avere il polso sulla quantità di energia da biomassa sviluppato.

Va bene, ma come faranno a sapere che ho una stufa/caldaia a pellet/legna?
Incrociando i dati di vendita dei combustibili (la legge obbliga i venditori di combustibile a segnalare i dati dei compratori), i dati forniti da coloro che hanno utilizzato il Conto Termico come incentivo all’installazione della caldaia/stufa a biomassa, verificando tutti i contatori del gas per cui non sia stata fatta la registrazione di un impianto termico. Ci sono molti meccanismi a disposizione della Regione Veneto per attuare le ispezioni sugli impianti non censiti, pertanto la probabilità di essere oggetto di ispezione sarà molto alta anche in caso di riscaldamento esclusivo da fonte rinnovabile.

Ricordo che le sanzioni in caso di inadempienza da parte dell’utente vanno da € 500,00 a € 3.000,00, mentre per l’installatore che non avesse ottemperato al rilascio dell’apposita documentazione e alla trasmissione al catalogo telematico vanno da € 1.000,00 ad € 6.000,00. È evidente che per la vostra sicurezza e tranquillità dobbiate rivolgervi ad installatori e manutentori abilitati ai sensi del D.M. 37/08 che possano garantire uno standard di servizio in linea con la legge. La nostra azienda, ovviamente, è a vostra disposizione per consulenze e manutenzioni a stufe a pellet e legna.

Ringrazio Trivenetafumi per l’ospitalità e per aver organizzato un corso di assoluta qualità; ringrazio inoltre la docente Nadia Pozzato che ha saputo spiegare in maniera chiara e professionale i vari punti critici dell’attuazione del decreto.

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% Commenti (26)

Scusat ma non ho capito se per una caldaia a mais è obbligatoria l’analisi dei fumi…
grazie

Buongiorno, in Veneto tutti gli apparecchi a biomassa (quindi anche mais) sono esclusi dalla verifica di efficienza energetica (analisi fumi) in quanto attualmente non esiste una normativa di riferimento per poterla effettuare. Però sono comunque obbligati alla registrazione in C.I.R.C.E. e alla manutenzione periodica (che nel caso del mais è praticamente un obbligo per far funzionare la caldaia visto che produce parecchie scorie). A presto!

Mi hanno installato una caldaia a pellet a novembre 2014 anche se sollecitati , non mi hanno rilasciato nessun libretto, non ho visto prove dei fumi, e l anno scorso ho avuto un inizio di incendio..onestamente non sono tranquilla..il cammino è a norma?l abitazione risale al 1963..cosa mi consigliate??
CLaudia

Gent.ma Claudia, l’installatore è obbligato dal DM 37/08 (ma prima ancora dalla 46/90) a rilasciare dichiarazione di conformità, in questo caso seguendo anche la norma UNI 10683:2012. Le consiglio di mandare una raccomandata A/R in cui richiede il dovuto per auto tutelarsi in caso di controlli o danni. Il DPR 74/13, inoltre, impone dal 15/10/14 di rilasciare apposito libretto con indicazioni di manutenzione da parte dell’installatore. Venendo alla sua domanda, se la canna fumaria è quella originale in laterizio della casa dubito fortemente che sia a norma, in ogni caso l’installatore dovrebbe intubarla (con materiale idoneo) e rilasciare conformità anche della canna fumaria. Il fatto che abbia fatto fuoco, purtroppo, è indice che la pulizia della canna fumaria non può essere rimandata: se parte un incendio le assicuro che la casa verrebbe interamente devastata in quanto gli incendi in canna fumaria sono difficilmente domabili. Le consiglio quindi un intervento di uno spazzacamino qualificato (sul sito Assocosma – cerca spazzacamino troverà sicuramente personale competente più vicino a Lei) che potrà aiutarla a risolvere il problema in totale sicurezza. Buona Giornata.

salve vorrei sapere se obbligatorio libretto manutenzione per condizionatori stufe a pellet e caldaie a metano grazie

Buongiorno, nella Regione Veneto è obbligatorio avere un libretto per ogni tipologia d’impianto. Se in casa ha una caldaia sopra i 5kW e un climatizzatore monosplit qualsiasi potenza, dovrà avere 2 libretti di impianto (1 per la caldaia, 1 per il climatizzatore). Se ha anche una stufa ad aria sopra i 5kW di potenza, dovrà avere un terzo libretto.

Cutronevitoantonio

Questo vale solo per tutte le regioni?

L’articolo è stato scritto per la Regione Veneto. Per sapere gli obblighi specifici è necessario andare sul sito della propria Regione per vedere cosa impone. In linea di massima dovrebbe essere il modus operandi di tutte le Regioni, però da quel che mi risulta pare che non tutte siano allo stesso punto di formazione dei Catasti degli Impianti Termici. A questo link potrà trovare alcune risposte relative all’attuazione da parte della Regione Veneto: “FAQ Catasto Impianti Termici Regione Veneto“.

Buongiorno…. Mi è stato detto che x installare una stufa a pellet (potenza circa 7 kw} è necessario avere 2 fori sul muro x ricambio d aria. È vero??
Grazie

Buongiorno,
le aperture di aerazione/ventilazione vanno calcolate a seconda dei generatori presenti nel locale dove c’è la Stufa a pellet. Precisamente bisogna garantire un’adeguata ventilazione per la sua stufa bisogna calcolare il 50% della sezione fumi, contando che come minimo l’apertura dev’essere comunque di 100 cm2. Le aperture comunque sono necessarie a: garantire il corretto afflusso d’aria per la combustione (ventilazione) ad evacuare eventuali fumi di combustione in riflusso (aerazione). Sicuramente almeno un foro d 100 cm2, in basso, per garantire la ventilazione, è necessario; se ne servono altri sicuramente l’installatore avrà calcolato il fabbisogno. Consiglio anche, per aumentare la sicurezza, un rilevatore di Monossido di Carbonio ad accumulo, per essere avvisati anche in caso di microperdita (il CO, o monossido di carbonio, si accumula nel sangue e può diventare letale anche nell’arco di un periodo prolungato di esposizione a quantitativi non pericolosi immediatamente).

Cosa fare x essere autorizzati a pulire stufe a pellet.?serve un abilitazione ?

Buongiorno, ai sensi del DM 37/08 è necessario avere i requisiti della lettera C (Articolo 1, Comma 2, Lettera C). Oltre a ciò è obbligatoria una formazione per coloro che tale requisito lo hanno conseguito prima del 2013 ai sensi del D Lgs 28/2011; tuttavia al momento solo 4 regioni hanno attivato un protocollo formativo adatto: Lombardia, Veneto, Piemonte e Toscana.
Consiglio caldamente di frequentare uno dei corsi di associazione di Assocosma.

Buongiorno,
vorrei sapere cosa bisogna scrivere nella scheda dell ‘libretto di impianto che recita : annotare le operazioni di controllo se in questo caso ho una caldaia a pellet??? e la loro frequenza…

Buongiorno Claudio, nelle operazioni di controllo periodiche io consiglio di leggere il libretto di uso e manutenzione dell’apparecchio nel quale deve essere indicata la periodicità massima tra un controllo ordinario e l’altro. Valutandone l’utilizzo (affiancamento al riscaldamento a gas, sostituzione del riscaldamento a gas, installazione in casa abitata saltuariamente o meno) si può stabilire una periodicità più precisa: se stiamo trattando una stufa utilizzata quotidianamente durante l’invernata, prevedere una pulizia approfondita a fine stagione è quasi naturale al fine di garantire il corretto funzionamento di tutto. Oltre a ciò una pulizia al massimo biennale (se la stufa è utilizzata poco) della canna fumaria è doveroso per il formarsi di depositi molto pericolosi (fuliggine e creosoto). Quindi, fondamentalmente, una volta l’anno pulizia approfondita di stufa e controllo canna fumaria, una volta ogni due anni pulizia approfondita canna fumaria. Ovviamente tutto ciò va valutato dal professionista che prenderà in carico l’impianto e che disporrà adeguatamente a quanto installato.

Buon giorno,
Se affitto un appartamento e il proprietario mi lascia mettere la stufa a pellet, sono io a dover assolvere ai controlli o il proprietario?
Sarah

Buongiorno,
l’obbligo di manutenzione ordinaria e verifica di efficienza energetica ricade sempre sul conduttore dell’impianto, ossia su chi utilizza l’impianto. Al proprietario, solitamente, competono le spese di straordinaria manutenzione (tutte quelle non imputabili ad un utilizzo regolare). Cordiali Saluti.

Buongiorno,
in condominio cosa fare se un condomino installa una stufa ed il relativo impianto di evacuzione dei fumi ma non esibisce il certificato di conformità dell’impianto ? C’è timore che la canna fumaria non risponda ai requisiti di legge e che possa comportare pericolo di incendio con danni anche agli altri condomini. Esiste un organo a cui rivolgere la segnalazione e richiedere le opportune verifiche ?
Grazie per la risposta.

Gent.mo Sig. Sartori, il condomino deve esibire obbligatoriamente un certificato di conformità secondo D.M. 37/08; ovviamente la richiesta può essere fatta dall’Amministratore (meglio se con R.A.R.) e, nel caso non intendesse fornire riscontro, una segnalazione all’ufficio competente del suo Comune (solitamente lo sportello Edilizia o l’ufficio Ambiente). Il summenzionato certificato è obbligatoriamente rilasciato dall’installatore a fine lavori e, nel caso non l’abbia fatto, il cliente è tenuto a richiederne una copia (con R.A.R. il cliente si tutela anche legalmente) nel caso non l’avesse già fatto.

Buongiorno, in caso di stufa a pellet idro collegata tramite la serpentina di un puffer all’impianto di riscaldamento a cui è collegata anche una caldaia a gas il libretto di impianto della stufa sarà separato da quello della caldaia a gas? Grazie

Gent.mo Sig. Cristiano, la questione è un po’ spinosa: tecnicamente il puffer separa correttamente le due fonti di calore (che quindi non si sommano) che però fanno parte del medesimo impianto. Pertanto a livello di “Libretto di impianto” a servizio dell’unità abitativa, questo dovrebbe essere unico. Tuttavia la Regione Veneto caldeggia la separazione dei libretti a seconda delle fonti energetiche e quindi direi che in questo caso si possono fare 2 libretti (soprattutto se il manutentore della stufa e il manutentore caldaia non coincidono e questo porterebbe ad un bel problema di gestione del libretto d’impianto).

Io ho istallato una stufa a pellet nell’angolo cucina (aperto con foro largo 255 cm, su cucina, c’è il soggiorno con soppalco del letto) l’istallatore mi ha detto che non può certificare la stufa perché non si può posizionarla dove si dorme. È vero? In caso basterebbe una tenda che scorra a coprire il varco?

Gent.ma Sig.ra Barbara, intuisco che la stufa a pellet in oggetto sia un apparecchio a camera aperta: questo significa che i fumi di combustione non sono separati dall’ambiente di installazione e, pertanto, in caso di malfunzionamento (ostruzione della canna fumaria, rottura del ventilatore, ecc.) possono riversarsi in ambiente. Se poi la stufa dovesse creare monossido (e se questo si verificasse in occasione di un malfunzionamento) i presenti potrebbero addirittura morire. Capisce benissimo anche lei che la pericolosità di questo apparecchio in un ambiente NON ben separato dal reparto notte sia elevata. Una tenda a scorrimento purtroppo non risulta efficace in questo caso. La regola che sancisce questo divieto è la 10683:2012 al punto 6.3.2

Chiedo cortesemente, in una canna fumaria larga un metro x 50 cm – esistente in fabbricato del 1800 – posso inserire 3 tubi da 8 cm x scarico fumi di una cucina economica – un caminetto aperto al piano terra e una stufa a pellet al secondo piano? Grazie siti naria

Gent.ma Maria, Le chiedo scusa del ritardo con cui Le rispondo: avendo diametro 80mm ed avendo profondità 50mm mi vien da dire che la soluzione non sia applicabile. Ad ogni modo, mi sembrano delle sezioni piuttosto piccole per una cucina economica a legna, un caminetto e una stufa. Bisogna, prima di ogni cosa, verificare con i costruttori degli apparecchi quale sia lo scarico idoneo minimo per il funzionamento corretto e far intervenire un professionista fumista per verificarne la fattibilità sul campo.

Buongiorno.Ho una stufa pelet ,,sforsata,, attaccata a muro con uscita fuori con una casetta con acqua.Non mi lasciato nessuno libretto ,solo fattura.Sono obbligata avere libretto ?…… Grazie.

Gent.ma Kamila, sicuramente il libretto va rilasciato dall’installatore, il quale dovrebbe anche rilasciare una dichiarazione di conformità. Nel suo caso, però, penso che non sia possibile rilasciare quest’ultima perché dalla descrizione pare che la stufa scarichi a parete e questo non è a norma.

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